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IL GRAN SASSO A ROMA


15 febbraio 2010

Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga organizza la manifestazione "Il Gran Sasso a Roma".

Si svolgerà all’auditorium del Parco della musica dal 18 al 21 febbraio con una serie di eventi per promuovere il turismo in una delle aree protette più importanti d’Europa. Ci saranno mostre,dibattiti,incontri,esposizioni e la cosegna del premio giornalistico "Gran Sasso d’Italia".

VALANGA A CAMPO IMPERATORE, MUOIONO DUE ESCURSIONISTI


1 febbraio 2010

Due escursionisti romani sono stati travolti e uccisi da una valanga a Campo Imperatore.

Erano partiti in tre da Campo Imperatore, dove gli impianti erano chiusi per il maltempo,e volevano forse raggiungere il Rifugio Duca degli Abruzzi. Forse perdendo l’orientamento si sono ritrovati sul sentiero estivo per Monte Aquila,zono notoriamente soggetta a valanghe dopo abbondanti nevicate.

La valanga ha travolto gli escursionisti : uno non è stato coinvolto ed è riuscito a dare l’allarme.Per gli altri due non c’è stato niente da fare e i loro corpi sono stati ritrovati dagli uomini del soccorso. Si tratta di Francesca Laera di 35 anni e Franco Mataloni di 48 anni.

APERTO CAMPO IMPERATORE


12 gennaio 2010

Finalmente si scia al Gran Sasso, ieri gli impianti sono stati aperti.

Temperature accettabili e  nevicate recenti (il manto nevoso è alto 50 cm min e 120 cm max) hanno reso possibile la riapertura della stazione sciistica.

info su www.ilgransasso.it

“LE ALTE VIE DI UNA VITA”


29 novembre 2009

Il 29 dicembre la sezione del CAI di Pietracamela presenterà il libro "Le alte vie di una vita" .

E’ un libro di memorie, ricordi, della famosa guida alpina di Pietracamela,Aquilotto del Gran Sasso, Lino D’angelo.

La presentazione sarà nella Sala Consiliare del Comune di Pietracamela, alle ore 16,30.

Siete tutti invitati!

SKIPASS DEI PARCHI


7 novembre 2009

E’ cominciata la prevendita degli abbonamenti stagionali  per gli impianti sciistici di Campo Imperatore.

La stagione invernale per la stazione sciistica dell’Aquila ripartirà i primi giorni di dicembre,non appena le condizioni nevose lo permetteranno. La manutenzione degli impianti, resa possibile grazie al contributo del Comune dell’Aquila,è in corso e dal 4 novembre è possibile acquistare gli abbonamenti stagionali.

Ci sono alcune novità per lo stagionale:  tariffe agevolate per i residenti del "cratere", l’area dei 57 comuni colpita dal terremoto, oppure la possibilità di acquistare lo skipass di Campo Imperatore ad un prezzo inferiore se si è titolari di un abbonamento stagionale per le stazioni sciistiche limitrofe (Ovindoli-Prati di Tivo-Prato-Selva-Campo Felice).

Anche per gli abbonamenti giornalieri c’è una interessante novità : lo skipass "meteo incerto". A discrezione della direzione si potrà sciare ad un prezzo inferiore durante quelle giornate caratterizzate da condizioni meteorologiche non proprio buone ( e chi ha sciato al Gran Sasso sa quanto queste giornate non siano rare!!!).

Gli abbonamenti si potranno acquistare, oltre che sul posto, anche presso molti supermercati, negozi,piscina comunale,centro commerciale L’Aquilone.

info sul sito www.ilgransasso.it

E’ MORTO ANDREA BAFILE,PIONERE DEL SESTO GRADO AL GRAN SASSO


23 settembre

   A 85 anni, il  16 Settembre scorso, è morto Andrea Bafile.

 Per chi non lo conoscesse, Andrea è stato il più grande protagonista dell’alpinismo aquilano negli anni del dopoguerra. Era una forza della natura: in anni in cui l’attrezzatura con cui si andavano a scalare consisteva in vecchie corde di canapa e qualche chiodo arruginito, Andrea cominciò a esplorare il Gran Sasso trascinando nelle sue imprese un nutrito gruppo di ragazzi che si fecero contagiare dal suo entusiasmo e si misero ai suoi ordini nell’assalto a creste e pareti. In quello che fu un vero e proprio assedio, Andrea e i suoi fedelissimi costruirono un ricovero di fortuna  tra i massi della morena del Calderone, ribattezzato "il buco". Aredato com brande, fornelli e coperte non proprio profumatissime, il ricovero serviva agli alpinisti più assatanati (cioé ad Andrea) per dormire a un passo dalle pareti di Corno Piccolo, quando il rifugio Franchetti era ancora di là da venire.

  Fu Andrea, nel 1948, il primo alpinista del centro Italia a salire la temutissima via di sesto grado tracciata da Gervasutti alle Fiamme di Pietra del Corno Piccolo. Fino ad allora, anche i più forti arrivavano sotto la temuta placca grigia dove correva la via, guardavano in lontananza i tre chiodi lasciati da Gervasutti, scuotevano il capo e facevano dietro front. Bafile ruppe il tabù del sesto grado, aprendo così la strada a una nuova primavera alpinistica sul massiccio abruzzese, dopo gli anni eroici degli aquilotti di Pietracamela. Ha aperto vie estreme (per l’epoca), era in azione d’estate e d’inverno (sua la prima invernale del canalone centrale di Corno Grande) ma la sua via più ripetuta è la facile e incantevole via Valeria, alle Fiamme di Pietra, diventata una grande classica del massiccio e primo banco di prova per chi voglia dedicarsi alle scalate su roccia.

 

Andrea  non era solo un forte alpinista e un indiscusso leader. Era anche un inventore geniale, una specie di Archimede Pitagorico della montagna. Nel tempo libero tra una scalata e un collaudo progettava  arnesi di ogni tipo per facilitare le manovre alpinistiche. Alcuni furono messi in comercio.  Era un appassionato di letteratura e un grande conoscitore della Divina commedia. Anni fa, scrisse per il bollettino del Cai dell’Aquila un bellissimo articolo in cui commentava i passi della Divina Commedia in cui Dante  affronta passaggi sulla roccia. Viveva a Firenze, ma anche dopo 60 anni passati nella città del volgare italiano, parlava con un purissimo accento aquilano, di preferenze delle sue avventure in montagna.

Al Gran Sasso c’è già un rifugio intitolato ad Andrea Bafile. Ma quell’Andrea Bafile non era lui,  bensì  un suo zio militare, eroe della prima guerra mondiale. Si arrabbiava sempre quando qualcuno gli chiedeva come mai qualcuno gli avesse intitolato un rifugio da vivo.

 Ora che non c’é più , il Cai dell’Aquila potrebbe intitolargli qualcosa di veramente suo: un rifugio, un sentiero, un corso di roccia. L’ideale sarebe di ribattezzare con il suo nome una delle punte delle Fiamme di Pietra, il luogo del Gran sasso da lui più amato e dove, in certi pomeriggi di luglio, a ben ascoltare, è ancora possibile sentire il rumore del suo martello che batte un chiodo su qualche parete vicina. 

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