AGIBILITA’ SENTIERI
Prot. n° 122/2009 OGGETTO: Ferrate del Gran Sasso d’Italia. Percorribilità. Comunicato.
Club Alpino Italiano Gruppo Regionale -Abruzzo
A seguito di alcune verifiche effettuate sulla ferrata “Ricci” della Vetta Orientale del Corno Grande, la ferrata “Danesi” e il sentiero attrezzato “Pierpaolo Ventricini” del Corno Piccolo è stato notato di recente che alcuni dei sistemi di ancoraggio risultano divelti.
La causa, da una prima valutazione, sarebbe dovuta al peso eccessivo del manto nevoso, accumulatosi nel corso di una stagione particolarmente ricca di precipitazioni, che ha gravato in maniera considerevole sui sistemi di tenuta. Al momento sono tuttavia da escludere cause addebitabili al recente sisma del 6 aprile.
Altra considerazione merita la ferrata “Brizio” del Corno Grande per la quale è ancora in fase di approvazione il progetto di manutenzione da parte dell’Ente Parco Gran Sasso-Laga, e per la quale comunque già esiste un comunicato sulla sua non percorribilità a causa delle precarie condizioni in cui versa.
In attesa di ulteriori puntuali verifiche da parte di personale specializzato nonché dei lavori di manutenzione si
S C O N S I G L I A
ai frequentatori di percorrere detti itinerari anche se provvisti di adeguata attrezzatura, facendo altresì presente che si declina sin da ora ogni responsabilità per eventuali danni a persone o cose.
Il presente comunicato, alle associazioni in indirizzo affinché diano comunicazione ai propri associati, mentre alle testate giornalistiche per darne ampia diffusione.
Teramo 21 luglio 2009
Il Presidente
Luigi De Angelis
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Prot. n. 1/2009 Sentieri e ferrate del Gran Sasso.
Comunicato della S/Sezione CAI di Pietracamela Sezione di Isola del Gran Sasso
Il terremoto dello scorso aprile e le scosse che si sono susseguite non hanno danneggiato alcun sentiero nè le vie ferrate del Gran Sasso, che, salvo poche variazioni, sono nella situazione in cui erano negli scorsi anni. Luca Mazzoleni Reggente della Sottosezione
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Pasquale IANNETTI Guida Alpina – I.N.A. In data 16.07.09 ho inviato una nota ”informale” via fax al Presidente del CAI Abruzzo Eugenio Di Marzio in cui facevo presente lo stato di pericolosità delle tenute della via ferrata P.P. Ventricini al Corno Piccolo. Facevo notare al Presidente Di Marzio che durante un escursione effettuata con alcuni clienti, una delle tenute in ferro si è rotta. Fortunatamente senza conseguenze per i ragazzi, tutti dotati di imbraghi e longe. Nessuna risposta e nessun commento. Preciso che l’Ente Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga con delibera del Consiglio Direttivo n. 3 dell’11 marzo 1997 finanziò il ripristino di alcune vie ferrate e vie di arrampicata che esistono sul Gran Sasso tra Corno Piccolo e Corno Grande per un importo di Euro 74.886,25. I lavori furono affidati alla Soc. Coop. Pianeta Montagna di Pietracamela sulla scorta e sulla base del progetto approntato dal CAI di Teramo. In una prima fase veniva ristrutturata la via ferrata Ventricini, poi la via Danesi, successivamente la via ferrata Ricci e infine il sentiero n. 4 che dal Sassone va al Bivacco A. Bafile. Appena aperta al pubblico diverse tenute delle corde della via ferrata Ventricini si ruppero e per alcuni anni non vi fù manutenzione. Dopo questo fatto segnalai al Presidente della Delegazione Abruzzo del CAI (credo che fosse Filippo Di Donato) la pericolosità di questi particolari ancoraggi. Sono passati dieci anni senza nessuna risposta, nessun commento e credo nessun intervento. Ho invece letto sul quotidiano il Centro del 23.07.09 e successivamente sul sito del CAI di Teramo alcune esternazioni del Presidente del CAI Luigi De Angelis. Nel comunicato stampa e sul sito si legge peso eccessivo del manto nevoso”. Il peso della neve grava prettamente sulle corde che a loro volta scaricano parte del peso sui sistemi di tenuta. A questo punto mi chiedo, perché negli ultimi 40 anni al Gran Sasso ho visto sostituire principalmente cavi di acciaio e morsetteria e non le tenute? E soprattutto perché un gran numero di tenute divelte si trovano su tratti verticali di dette ferrate dove sappiamo che la fisica non permette forti accumuli di neve? Ancora: Il Presidente del Cai di Teramo sconsiglia ai frequentatori di percorrere detti itinerari anche se provvisti di adeguata attrezzatura, facendo altresì presente che si declina sin da ora ogni responsabilità per eventuali danni a persone o cose. E’ sconvolgente che gli organi del CAI, invece di provvedere alla manutenzione delle vie ferrate ne “sconsiglino“ l’uso; e credono di ovviare alla loro eventuale colposa inerzia semplicemente “declinando ogni responsabilità”. Ma non è così: la Delegazione Abruzzo del CAI riceve annualmente, per le varie attività del sodalizio, anche delle somme destinate alla incidente, dovrebbe giustificare, difficilmente credo, di non aver provveduto alla doverosa manutenzione pur nella piena consapevolezza di una situazione di pericolo. Concludo invitando il CAI, L’Ente Parco ed il Comune di Pietracamela, ognuno per la propria competenza e spettanza a ferrate Danesi, Ventricini e Ricci. Infine vorrei far riflettere sul fatto che i sistemi di ancoraggio del sentiero 4, quello che dal Sassone conduce al Bivacco Bafile, sostituiti da più di un anno e comunque prima dell’ultima integri e da una prima analisi sembrano realizzati con un materiale diverso o con un diverso metodo di lavorazione. Molto cordialmente Pasquale IANNETTI Guida Alpina – I.N.A.